{"id":4629,"date":"2020-12-28T09:44:27","date_gmt":"2020-12-28T08:44:27","guid":{"rendered":"https:\/\/letizia-accinelli.com\/?post_type=blog_post&#038;p=4629"},"modified":"2024-10-28T18:47:10","modified_gmt":"2024-10-28T17:47:10","slug":"a-ginocchio-story-episodio-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/letizia-accinelli.com\/en\/2020\/12\/28\/a-ginocchio-story-episodio-7\/","title":{"rendered":"A Ginocchio Story  Episodio 7"},"content":{"rendered":"<p>[:it]Da quando mi hanno cambiato camera per avere tutti i pazienti positivi dell\u2019ospedale in uno stesso reparto, la mia disciplina e forza di volont\u00e0 hanno cominciato a vacillare.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Gli infermieri che conoscevo dal momento dell\u2019intervento e con i quali avevo familiarizzato sono andati in ferie. Ho risentito del cambiamento del personale e mi sono mancati i loro commenti e la loro vicinanza.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Inoltre \u00e8 cambiata la visuale<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dalla mia camera che era stata fonte di grande calma. Anche dalla nuova camera potevo vedere il mare ma non ne avevo pi\u00f9 la vista diretta.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ora in primo piano avevo l\u2019entrata dell\u2019ospedale e la strada. Il mare era solo una striscia lontana , oltre le dune. Non potevo certo lamentarmi. Se mi fosse capitata la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stanza di fronte avrei avuto la vista sul parcheggio dell\u2019ospedale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Questo semplice e apparentemente innocuo cambiamento di stanza e di prospettiva ha inizialmente creato<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>instabilit\u00e0 e tristezza. Unico forte collegamento con il reparto precedente erano<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>i fisioterapisti e il medico di reparto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I fisioterapisti in questa fase hanno costituito una vera e propria ancora di salvezza. Contrariamente agli infermieri, sempre affaccendati, loro si potevano dedicare maggiormente a noi pazienti. E cos\u00ec gli incontri con i fisioterapisti sono diventati terapeutici in tutti i sensi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Sono diventati un fortissimo sostegno psicologico oltre che fisico, una forte dose quotidiana di serenit\u00e0, speranza e fiducia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ogni fisioterapista a \u00a0modo suo ha contribuito al mio benessere. Mi hanno dato conferme sulla buona mobilit\u00e0 del ginocchio, mi hanno pazientemente spiegato le varie fasi dell\u2019operazione, hanno ascoltato le mie preoccupazioni, mi hanno rassicurato. E allo stesso tempo hanno raccontato di loro stessi, mi hanno reso partecipe della loro vita. Non credo che in molte altre parti del mondo potrei<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>trovare un tale livello di apertura, confidenza e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>famigliarit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Anche in questo reparto il tempo era scandito dai pasti, dalla somministrazione dei medicinali, ma il tempo mi sembrava dilatato, le giornate interminabili. La mia insofferenza al letto di ospedale cresceva di giorno in giorno insieme al mio mal di schiena. Dovevo compensare con camminate avanti e indietro per la stanza, con movimenti con la musica, con allungamenti. Pi\u00f9 deboli diventavano i sintomi del Covid e il male al ginocchio e meno sopportavo la situazione ospedaliera. Ma i tamponi continuavano a mostrare esito debolmente positivo indipendentemente dal fatto che il Natale si stava avvicinando.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Quando l\u2019ennesimo indesiderato referto del 23 Dicembre confermava la solita situazione ho preso la decisione di parlare con il medico e con il suo assenso e quello dei miei figli, ho chiesto di venire mandata a casa assicurando l\u2019isolamento fino al 30 Dicembre.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In pochi minuti ho fatto la valigia e pazientemente aspettato l\u2019ambulanza.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nonostante le stampelle, l\u2019emozione di arrivare a casa mia era cos\u00ec forte che ho fatto le scale di volata con un preoccupato ambulanziere dietro di me che mi chiedeva continuamente di andare piano. Mi sentivo le ali ai piedi, il cuore pieno di gioia. Non credo di essere mai stata cos\u00ec felice di tornare a casa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Mi sono precipitata nella mia stanza, chiuso varie porte tra me e i figli e costruito il mio nido di isolamento .<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0I<\/span>n camera mia la vita \u00e8 cambiata completamente.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Prima di andare in ospedale avevo predisposto la stanza per il post operatorio e preparato quello che mi sarebbe servito \u00a0per la riabilitazione.<\/p>\n<p>La prima cosa che ho fatto arrivata a casa \u00a0\u00e8 stato salire sulla cyclette e scoprire che il ginocchio rispondeva benissimo alla pedalata. Sarei rimasta a pedalare per ore se non mi fosse stato chiaro il messaggio dei fisioterapisti: gradualmente. E cos\u00ec ho cercato di imprimere nella memoria questo concetto, poco famigliare per una come me che generalmente si butta a capofitto in tutto. Step by step. Un passo alla volta. Non devo bruciare le tappe.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I miei figli, di stampo tedesco, si sono attenuti rigidamente alle regole dell\u2019isolamento. Cos\u00ec rigidamente che non mi hanno neanche parlato dal balcone. Si sono manifestati per\u00f2 ottimi cuochi e, dopo lunghe consultazioni ad ogni pasto, abbiamo sempre concordato un menu che potesse andare bene per tutti.<\/p>\n<p>I pasti mi vengono lasciati su un tavolino in balcone e una volta assicurato il loro rientro in casa, posso prendere le cibarie che consumo in camera. Da quando sono tornata per\u00f2 mangiamo insieme con il video e mi sembra quasi di essere con loro in cucina. Cos\u00ec abbiamo cenato insieme e trascorso Vigilia, Natale e Santo Stefano insieme e separati solo da un muro e due porte.<\/p>\n<p>Anche solo sentire i ragazzi muoversi in casa mi fa sentire vicina a loro e ne sono grata. Capisco che avere in casa una persona positiva crei una certa tensione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In camera mia posso finalmente gestire il mio tempo, muovermi e riposare quando voglio, anche se gli orari ospedalieri sono rimasti ben impressi nel mio sistema nervoso e alle 6 sarei gi\u00e0 pronta per la cena. Gradualmente sto riassumendo orari civili.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ho cominciato con gli allenamenti seguendo uno schema assegnato dall\u2019ospedale. A questi esercizi ho aggiunto la cyclette, caldamente consigliata e chiaramente Nia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ogni giorno faccio una o due lezioni di Nia per lo pi\u00f9 seduta, ma anche alternando movimenti in piedi a movimenti da seduta.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Da 21 anni apprezzo e ammiro la duttilit\u00e0 e la completezza di Nia che veramente attiva ogni muscolo e ogni articolazione ma soprattutto adesso che ho i movimenti limitati posso veramente sperimentare su di me la valenza terapeutica di Moving to Heal, muoversi per guarire. Dopo un\u2019ora di Nia praticata da seduta sento tutto il mio corpo energizzato, sento il respiro pi\u00f9 profondo, sento le articolazioni sciolte, la pelle pi\u00f9 tonica. Mi sento di aver attivamente fatto qualcosa per me e per il mio benessere. Ma oltre ai benefici fisici, sento che la mente si \u00e8 calmata, che le emozioni positive sono riaffiorate e mi sento di essere tornata completa e me stessa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Continuer\u00f2 a fare pratica di Nia seduta e in piedi come parte della mia riabilitazione rispettando la gradualit\u00e0 necessaria e questa volta mi impegner\u00f2 a non affrettare nessun processo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In fondo Ii mio ginocchio dovr\u00e0 ringraziare il Covid.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Mi sarei rituffata nella vita di tutti i gironi in maniera diversa.<\/p>\n<p>Mi riaffaccer\u00f2 al mondo gradualmente.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>[:]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it]Da quando mi hanno cambiato camera per avere tutti i pazienti positivi dell\u2019ospedale in uno stesso reparto, la mia disciplina e forza di volont\u00e0 hanno cominciato a vacillare.\u00a0 Gli infermieri che conoscevo dal momento dell\u2019intervento e con i quali avevo familiarizzato sono andati in ferie. 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