{"id":4619,"date":"2020-12-21T10:11:21","date_gmt":"2020-12-21T09:11:21","guid":{"rendered":"https:\/\/letizia-accinelli.com\/?post_type=blog_post&#038;p=4619"},"modified":"2024-10-28T18:45:56","modified_gmt":"2024-10-28T17:45:56","slug":"a-ginocchio-story-episodio-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/letizia-accinelli.com\/it_it\/2020\/12\/21\/a-ginocchio-story-episodio-6\/","title":{"rendered":"A Ginocchio Story  Episodio 6"},"content":{"rendered":"<p>[:it]Dopo la pubblicazione dell\u2019ultimo blog sono stata avvolta da una calda coltre d\u2019affetto che ha rilassato il mio scombinato sistema nervoso. Come se le mani delle tante persone che mi hanno scritto, chiamato, pensato si fossero posate sulle mie spalle e mi avessero<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>riportato con i piedi per terra. Mi avete rassicurato, sostenuto e fatto sentire la forza della solidariet\u00e0, dell\u2019amore.<\/p>\n<p>Ho sentito la vibrazione affettiva<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>delle parole. Non erano<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>vuote parole di circostanza, ma parole che sono arrivate dritte al cuore. Parole che mi sono rimaste<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>impresse come preziose gemme che brillantanti in momenti cupi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Non ho voluto la televisione. Anche a casa la guardo poco e malvolentieri soprattutto da sola. Figuriamoci in ospedale. Gi\u00e0 mi risuona da ogni altra stanza. No, ho gestito il silenzio, il mio spazio di guarigione adeguandomi agli orari della vita di ospedale. La mia vita qui \u00e8 scandita dall\u2019entrata e uscita di infermieri quasi irriconoscibili nei loro scafandri anti Covid.<\/p>\n<p>La prima entrata, misurazione della temperatura, pressione, saturazione del sangue, antidolorifici.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Finalmente la tanto attesa quanto poco soddisfacente colazione: una misera tazza di The tiepido- contro i litri di varie bevande bollenti che sono solita bere a casa- un pacchettino di due mini biscotti, due mini fette biscottate con una confezione da bambini di marmellata. In un attimo la colazione diventa solo un insipido ricordo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Con pi\u00f9 o meno enfasi a seconda dei giorni comincia l\u2019azione \u201cumanizzazione\u201d. Nelle limitatate possibilit\u00e0 di movimento e con la limitazione della calza antitrombosi che non posso ancora togliere comincia il lavaggio e la cura del corpo. Sono fornita di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>una ottima collezione di saponi, detergenti, creme naturali e dai profumi stimolanti e invano ogni giorno spero di sentire qualche novit\u00e0 olfattiva. Niente. Ma gi\u00e0 poter lasciare il piede destro, che<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>finora era solo una remota parte del corpo, sotto l\u2019acqua mi risolleva lo spirito. Quanto mi manca un vero e proprio bagno, sentire il morbido abbraccio dell\u2019acqua. Ma anche questo lavaggio parziale porta benessere e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>freschezza. Riassumo una parvenza umana.<\/p>\n<p>Mi sono prefissata<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>due tipologie di abbigliamento in ospedale: giorno e notte. Ridicola decisione forse ma necessaria per la mia salute mentale. L\u2019abbigliamento diurno consiste in maglietta diversa dalla notte, pantaloncini corti, calze e felpa. Mi serve autodisciplina, una struttura quotidiana, sapere che la giornata comincia, che notte e giorno<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non si mescolano<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>in modo uniforme e che la vita ha inizio.<\/p>\n<p>Con una certa tristezza valuto la perdita di tonicita dei muscoli delle gambe dopo tre settimane di minima mobilit\u00e0. Basta veramente <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>poco per perdere elasticit\u00e0, forza. Ringrazio le mie sane abitudini di movimento e la necessit\u00e0 fisiologica di muovermi che mi fa accettare anche il percorso da elefante in gabbia avanti e indietro lungo la mia camera. Ma anche creando il solco nella stanza posso rallentare e soffermarmi all\u2019ascolto di ogni passo, ascoltare le sensazioni del ginocchio che si piega ogni giorno un po\u2019 di pi\u00f9. Apprezzo l\u2019appoggio del tallone e la propulsione in avanti. Saggio la nuova stabilit\u00e0 della gamba destra, il nuovo assetto delle<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ossa e il tempo passa andando su e gi\u00f9 per la stanza.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Metto un po\u2019 di musica e il<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>corpo risponde, riprende energia, ritmo e particelle di gioia riprendono a brillare chiaramente. Cerco musica insolita, che esuli dalle mie abitudini e che mi fornisca spunto di movimento nuovo per il mio nuovo assetto osseo.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>La mia attivit\u00e0 sociale comincia molto presto con la telefonata di mia mamma. Pur di starmi vicina mia mamma ha sintonizzato i suoi orari a quelli dell\u2019ospedale e ha spostato i suoi pasti pi\u00f9 vicini possibili ai miei. Questa solidariet\u00e0 mi commuove e me la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>fa sentire vicina.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In fondo devo ringraziare l\u2019isolamento. La mia intensa<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>vita sociale non sarebbe certo gradita da altre compagne di camera. Ho chiamate, videochiamate e messaggi a tutte le ore e in tutte le lingue.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La mia piccola stanza d\u2019isolamento si espande ad ogni contatto con l\u2019esterno grazie alle persone che mi sono vicine.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Mi lascio<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>trasportare in altri paesi, mi sento partecipe di tante diverse vicissitudini quotidiane delle persone a me care.<\/p>\n<p>Vengo a sapere cosa combinano i figli di Karen in Scozia, cosa ha cucinato Jinti, sorrido nel<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>vedere come \u00e8 stato tirato in versione natalizia il cane di Mariagrazia a Milano.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I miei fratelli e le mie sorelle mi chiamano velocemente in brevi pause di lavoro e riesco ad immaginare quello che stanno facendo in studio, a scuola, mentre vanno in bici da una parte all\u2019altra di Bologna.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La mia amica Dorit di Londra mi coccola mangiando per me tavolette di squisita cioccolata extra de luxe e mi racconta delle sue lezioni di Nia e dei suoi training. Mi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>tiene collegata a Nia.<\/p>\n<p>Patrizia di Cuneo mi chiama e mi racconta delle sue passeggiate in citt\u00e0, della neve che \u00e9 caduta abbondante, della Bisalta che si staglia dalla sua finestra, della sua ricerca dell\u2019 albero di Natale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Mi racconta dei suoi incontri di gruppi filosofici, racconti che in realt\u00e0 fatico a seguire ma che sicuramente fanno bene alla mia testa un po\u2019 ovattata.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I miei figli mi tengono compagnia ognuno a modo suo. Giacomo ha capito che non mi giova se<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mentre mi parla e racconta si muove avanti e indietro o fa saltelli o verticali e quindi adesso si limita a stare seduto, cosa che gli costa sicuramente fatica. Cosimo manda personaggi di Manga che dovrei riconoscere ma che invece non ricordo affatto e foto di Venezia natalizia.<\/p>\n<p>Lori mi da consigli pratici: lavati una maglietta, lavati le calze cos\u00ec hai anche un impegno. Eseguo e in effetti fa molto piacere indossare la maglietta pulita, probabilmente profumata.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Floriana mi racconta della scuola, dei ragazzi che conosco e che ormai sono in quinta e mi riporta ad un periodo della mia vita ormai concluso, ma che ricordo con piacere e a volte con un po\u2019 di nostalgia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Cristina mi manda foto del gatto che gestiamo come co-mamme. Per noi \u00e8 sempre il gatto pi\u00f9 bello del mondo e gli perdoniamo il suo carattere altezzoso, sprezzante e ci illudiamo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sempre che prima o poi forse si ammorbidir\u00e0 e ci dar\u00e0 qualche manifestazione di affetto, cosa che non \u00e8 ancora mai avvenuta.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Vedere il musetto di quel gatto e lo sfondo della famigliare casa di Cristina mi fa sorridere e mi fa quasi sentire il profumo di quel liscio pelo grigio che tanto mi manca.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Valentina mi ricorda che appena mi riprendo mi porter\u00e0 una delle sue famose torte vegane e scherziamo sul fatto che dovr\u00f2 aspettare di riprendere il gusto in fretta. Due care Alessandre mandano riprese video delle spiagge di mari diversi lungo i quali camminano.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nel primo pomeriggio, mi chiama Casey dal lontano Nord Est americano durante la sua passeggiata lungo il campo da golf che in inverno diventa parco pubblico. E cos\u00ec mi sembra di camminare con lei in un<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>paesaggio sfavillante di brina mentre sento il crepitio dei suoi passi sulle foglie ghiacciate. Come sono fortunata!<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Poi torno con Piera nella Pianura Padana, con Antonino lungo la sua passeggiata lungo il Marecchia , con Francesco nei suoi spostamenti di affari. E cos\u00ec via telefonata dopo telefonata, messaggio dopo messaggio, ancorata a questo letto ma in realt\u00e0 in giro per il mondo con amici e famigliari. Cosa volere di pi\u00f9.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>E tra una telefonata e un\u2019altra mi tuffo nei libri che mi trasportano in altri mondi ancora.<\/p>\n<p>E arrivano pranzi e cene che urlano bont\u00e0. Si capisce che sono piatti sopraffini anche se non posso assaporarli. Un giovane infermiere<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mi porta il pranzo e la cena<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sorridente<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dicendo: \u201c Questa pastasciutta la sentirai di sicuro, vedrai! \u201c<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>E poco dopo passa per sincerarsi. Io mangio con appetito e sento la qualit\u00e0 e la consistenza speciale delle vivande, ma no, nessun sapore, nessun odore. Devo purtroppo deluderlo.<\/p>\n<p>Davvero pi\u00f9 che azzeccato definire angeli o eroi il personale degli ospedali in questo momento Sono ammirevoli. Non una lamentela per gli scafandri che indossano cos\u00ec a lungo, con le visiere che si appannano, con le mani inguantate costantemente e mascherine calate. Ormai ci conosciamo e anche se cerco di non arrecare ulteriore lavoro, ma vedo che<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>la loro solerzia \u00e8 encomiabile. Mi circondano di cure e attenzioni con occhi sorridenti e parole di incoraggiamento. I fisioterapisti sono la mia ancora quotidiana. Non saprei come fare senza di loro e le loro spiegazioni scientifiche. Fanno il tifo per me. Non lasciano trasparire la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>paura che sicuramente provano per loro stessi e per le loro famiglie alle quali fanno ritorno dopo i turni. Non dimenticher\u00f2 mai questi visi e queste mani gentili.<\/p>\n<p>Oggi questi angeli che ormai conosco da 20 giorni vanno in meritata vacanza. Che sia ora anche per me?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Adesso questa camera comincia a starmi stretta. Tengo tutte le dita incrociate![:]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it]Dopo la pubblicazione dell\u2019ultimo blog sono stata avvolta da una calda coltre d\u2019affetto che ha rilassato il mio scombinato sistema nervoso. Come se le mani delle tante persone che mi hanno scritto, chiamato, pensato si fossero posate sulle mie spalle e mi avessero\u00a0 riportato con i piedi per terra. Mi avete rassicurato, sostenuto e fatto sentire la forza della solidariet\u00e0, dell\u2019amore. Ho sentito la vibrazione affettiva\u00a0 delle parole. 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