{"id":5044,"date":"2021-12-10T11:31:32","date_gmt":"2021-12-10T10:31:32","guid":{"rendered":"https:\/\/letizia-accinelli.com\/?post_type=blog_post&#038;p=5044"},"modified":"2024-10-28T19:35:40","modified_gmt":"2024-10-28T18:35:40","slug":"passo-dopo-passo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/letizia-accinelli.com\/it_it\/2021\/12\/10\/passo-dopo-passo\/","title":{"rendered":"Passo dopo passo"},"content":{"rendered":"<p>[:it]Novembre 2020 &#8211; PRIMA<br \/>\nDa anni avevo cambiato il mio comportamento rispetto al movimento. Modesti tragitti a piedi diventavano per me lunghi e dolorosi percorsi.<br \/>\nEvitavo scale, salite, discese.<br \/>\nAvevo cancellato le passeggiate in montagna ma anche i giretti in centro a piedi.<br \/>\nIl piacere di passeggiare o camminare era stato sostituito da pedalate.<br \/>\nIl piedi erano stati quasi rimpiazzati dalle ruote della mia fedele bici con la quale andavo dappertutto. Ovunque dovessi andare la mia mente calcolava rapidamente i passi da fare e decideva: piedi o ruote? La maggior parte delle volte la scelta era per le ruote.<br \/>\nPer anni ho caricato di pi\u00f9 la parte sinistra per non sentire il dolore a destra. Per anni ho sentito come questo squilibrio di allineamento influisse anche sul mio collo che spesso era dolorante e rigido.<br \/>\nSolo ballando Nia mi sentivo dinamica, gestendo il movimento seguendo la sensazione di piacere. Ma anche a Nia dovevo fare attenzione e limitare il movimento a carico. Cos\u00ec avevo cominciato a fare Nia sulla cyclette, oppure Nia in acqua alta al mare e Nia a terra. Tanto Nia non l\u2019avrei mia abbandonata, solo trovate nuove modalit\u00e0 pur di integrarla nella mia vita.<br \/>\nIn realt\u00e0 il dolore al ginocchio e le limitazioni conseguenti condizionavano tutta me stessa, non solo il corpo.<br \/>\nIncidevano enormemente sul mio umore, sulla mia vitalit\u00e0, su come mi vedevo.<br \/>\n1 Dicembre 2021- UN ANNO DOPO<br \/>\nUn anno fa un chirurgo ha riparato il ginocchio sostituendolo con grande maestria.<br \/>\nIl piatto tibiale e la testa del femore sono stati rivestiti a forza di titanio ed ecco un\u2019 articolazione nuova che compie un anno oggi!<br \/>\nIl chirurgo \u00e8 stato bravissimo, ma non era finita l\u00ec.<br \/>\nIl compito pi\u00f9 lungo e pi\u00f9 faticoso l\u2019ha fatto il corpo da solo.<br \/>\nIl corpo si \u00e8 occupato della GUARIGIONE. Ed \u00e8 proprio questo che voglio festeggiare.<br \/>\nVoglio celebrare la capacit\u00e0 del corpo di guarire.<br \/>\nNon basta infatti sostituire un pezzo del nostro organismo per guarire.<br \/>\nIl lavoro del corpo comincia dove finisce quello del chirurgo.<br \/>\nIl corpo ha dovuto inglobare questa parte nuova metallica e adattarsi al grosso cambiamento.<\/p>\n<p>Nia mi insegna ad essere Scienziata delle Sensazioni e in quanto tale ho seguito con attenzione il mio processo di guarigione.<br \/>\nHo seguito e aiutato il processo in tutti i modi: con pazienza, amore, fiducia, cura, curiosit\u00e0.<br \/>\nLa cura del ginocchio mi ha dato la possibilit\u00e0 di mettere in pratica gli insegnamenti di Nia e di Mindfulness. Ho dovuto prestare attenzione al mio nuovo allineamento, imparare a distribuire il peso del corpo in maniera completamente diversa.<\/p>\n<p>Ho dovuto ascoltarmi ancor di pi\u00f9 ed effettuare scelte che tenessero conto dei miei cambiamenti strutturali. Non sempre l\u2019ascolto era piacevole. Spesso ho dovuto gestire anche la mia mente che contava i giorni di recupero, le sessioni di fisioterapia e voleva accelerare risultati.<br \/>\nA volte mi sembrava di non sentire miglioramenti e inesorabilmente mi demoralizzavo. Mi \u00e8 servito ricordarmi sempre di attivare le altre parti del corpo e alle sensazioni piacevoli, collegarmi alla musica.<br \/>\nMi dovevo ricordare di avere fiducia, gentilezza, attenzione verso il corpo in via di guarigione<\/p>\n<p>Adesso per\u00f2 ogni passeggiata \u00e8 una sorpresa, una gioia.<br \/>\nQuella che prima vedevo come una dolorosa distanza da percorrere adesso \u00e8 una semplice camminata, quello che prima era un percorso accidentato- rocce o altro- adesso \u00e8 una vera felicit\u00e0.<br \/>\nMi sento come quando ero bambina e provavo gioia nel correre, pattinare, saltare.<br \/>\nHo imparato a non dare niente per scontato, nemmeno una passeggiata sugli scogli.<br \/>\nPrima non potevo farlo, adesso s\u00ec. Avevo le ali tarpate, ora mi sento libera e forte.<\/p>\n<p>Ho deciso cos\u00ec di \u201cmonitorarmi\u201d per un anno. Mi hanno regalato un orologio che registra i passi, il movimento, il riposo, i battiti. Ho sempre reputato un p\u00f2 esagerati e anche fanatici quelli che utilizzavano tali dispositivi. Adesso, contrariamente ai miei pregiudizi, ho deciso di utilizzare l\u2019orologio per \u201cstudiarmi\u201d.<br \/>\nPasso dopo passo osservare, sentire, scoprire.<\/p>\n<p>[:]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it]Novembre 2020 &#8211; PRIMA Da anni avevo cambiato il mio comportamento rispetto al movimento. Modesti tragitti a piedi diventavano per me lunghi e dolorosi percorsi. Evitavo scale, salite, discese. Avevo cancellato le passeggiate in montagna ma anche i giretti in centro a piedi. Il piacere di passeggiare o camminare era stato sostituito da pedalate. Il piedi erano stati quasi rimpiazzati dalle ruote della mia fedele bici con la quale andavo dappertutto. 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